Nel 2018 il consumo energetico è diminuito del 2,2 per cento

Nel 2018 il consumo energetico è diminuito del 2,2 per cento

Berna, 20.06.2019 – Nel 2018 il consumo finale di energia in Svizzera è diminuito del 2,2 per cento rispetto all’anno precedente, raggiungendo gli 830 880 terajoule (TJ). Una causa importante è l’aumento delle temperature rispetto all’anno precedente.

Il calo del 2,2 per cento del consumo finale di energia rispetto all’anno precedente è da ricondurre in primo luogo all’aumento delle temperature. Il numero di gradi giorno, un importante indicatore del consumo energetico ai fini di riscaldamento, è diminuito del 10,6 per cento rispetto all’anno precedente. Nel 2018, sono invece aumentati i fattori che determinano il trend di crescita del consumo energetico a lungo termine: popolazione residente permanente (+0,7 %), prodotto interno lordo (+2,5 %), parco veicoli (+1 %) e parco immobili (in aumento, ma non sono ancora disponibili dati dettagliati). Al contrario, l’aumento dell’efficienza energetica e gli effetti di sostituzioni hanno un effetto attenuante sulla crescita del consumo energetico. Le analisi a posteriori condotte annualmente (che verranno pubblicate nell’ottobre 2019) forniranno ulteriori spiegazioni sui fattori determinanti per l’evoluzione del consumo energetico.

Calo del consumo di vettori energetici per il riscaldamento

L’aumento delle temperature ha determinato un forte calo del consumo di vettori energetici ai fini di riscaldamento: rispetto all’anno precedente, il consumo di olio da riscaldamento extra-leggero è diminuito del 10,1 per cento, quello di gas naturale del 5,6 per cento e il consumo di energia elettrica dell’1,4 per cento (cfr. comunicato stampa UFE del 18 aprile 2019). Questi tre vettori energetici costituiscono più della metà del consumo finale di energia (51,9 % nel 2018).

L’impiego energetico dei rifiuti industriali è aumentato dell’1,9 per cento (quota del consumo di energia finale del 2018: 1,3 %). Il consumo di carbone (-6,9 %) e di oli da riscaldamento pesanti (-50 %) è diminuito, confermando la tendenza registrata l’anno precedente, quello del coke di petrolio è invece aumentato del 42,1 per cento nel 2018. Questi tre vettori energetici rappresentano una percentuale molto piccola del consumo finale di energia (inferiore all’1 %).

Aumento del consumo di carburante

Rispetto all’anno precedente, il consumo totale di carburante è aumentato (+1,4 %). Il processo di sostituzione della benzina con il diesel continua ininterrotto: le vendite di diesel sono aumentate (+1,3 %), mentre quelle di benzina hanno fatto registrare una flessione (-1,6 %). Le vendite di carburanti per l’aviazione hanno segnato un incremento del 5,7 per cento; in termini assoluti si tratta dell’aumento più significativo tra tutti i vettori energetici. I combustibili fossili hanno rappresentato ben un terzo (35,4 %) del consumo finale di energia totale.

Diminuzione del consumo delle energie rinnovabili

Le temperature più alte hanno avuto un effetto anche sul consumo delle energie rinnovabili per il riscaldamento: il consumo di legna da ardere è sceso del 6,3 per cento, l’impiego di calore ambiente mediante pompe di calore dell’1,8 per cento e l’utilizzo del teleriscaldamento del 2,1 per cento. Per contro l’utilizzo del solare termico ha registrato un incremento (+2 %). Nel 2018 la percentuale di questi vettori energetici rispetto al consumo finale di energia totale si è attestato al 9,2 per cento (legna da ardere: 4,6 %, calore ambiente: 2 %, teleriscaldamento: 2,3 %, solare termico: 0,3 %).

L’impiego diretto di biogas è aumentato (+5,7 %). Considerando anche la quantità di biogas immessa nella rete di gas naturale (nella statistica alla voce «gas»), risulta un aumento del consumo di biogas pari al 6,7 per cento. Nel 2018, la quota di biogas immesso sul consumo di gas totale è stata pari all’1 per cento.

Si è registrato nuovamente un incremento considerevole del consumo di biocarburanti rispetto all’anno precedente (+36,2 %) e la loro quota sulle vendite complessive di benzina e diesel nel 2018 è stata del 3,5 per cento (2,6 % nel 2017). Oltre all’esenzione dall’imposta sugli oli minerali per i biocarburanti, anche il relativo computo quale misura di compensazione del CO2 ne ha fatto aumentare il consumo.